Il primo passo
I punti della
petizione di Pegli.
Il 10 luglio 2026 abbiamo depositato e protocollato 2.661 sottoscrizioni a sostegno della petizione popolare per la sicurezza, il decoro e la vivibilità della delegazione di Pegli. In sintesi, ecco cosa abbiamo chiesto. Da qui è nata curiAMOGENOVA, allargata a tutta la città.
Indirizzata alla cortese attenzione di Silvia Salis, Sindaca del Comune di Genova (Palazzo Tursi, Via Garibaldi 9, 16124 Genova). Per conoscenza: Assessore comunale con delega alla Sicurezza e alla Polizia Locale; Presidente del Municipio VII Genova Ponente; Comando della Polizia Locale del Comune di Genova. Registrata al protocollo, n. PG351173/2026.
Sicurezza e presidio
Prevenire, con presenza e strumenti, più che reprimere.
- ·Più presenza delle forze dell'ordine, soprattutto nelle ore serali, come deterrente.
- ·Presidio e pattugliamento costante del territorio.
- ·Individuazione delle zone più critiche, per intervenire dove serve davvero.
- ·Videosorveglianza mirata nelle aree più esposte.
- ·Illuminazione pubblica migliore: meno angoli bui.
- ·Attenzione ai luoghi di ritrovo — lungomare, laghetti e piazze.
Decoro e manutenzione
Una città curata è una città più sicura.
- ·Interventi costanti di pulizia e manutenzione degli spazi pubblici.
Sostegno a chi è più esposto
Le persone prima di tutto.
- ·Attenzione alle fasce fragili, anziani e famiglie.
- ·Sostegno ai commercianti del quartiere.
Collegamenti: il Navebus
Un quartiere tagliato fuori è un quartiere che perde.
- ·Abbiamo segnalato anche il problema del Navebus: il collegamento via mare con Pegli, sempre più ridotto, lascia la delegazione tagliata fuori.
- ·Meno collegamenti vuol dire meno turismo, e un danno economico diretto per i negozi e le attività del quartiere.
Cosa ci aveva spinti
Episodi di scippi e furti, sporcizia e degrado, zone poco illuminate che la sera si evitavano, negozi che chiudevano prima. Problemi concreti, di luoghi e di servizi: per questo li abbiamo scritti nero su bianco e portati in Comune.
Gli sviluppi
In ordine cronologico, con date e protocolli ufficiali. Le lettere le pubblichiamo qui per intero, man mano che partono e che arrivano: chi ha firmato ha il diritto di leggere le stesse carte che leggiamo noi.
- 10 luglioDepositiamo la petizione popolare con 2.661 firme (prot. n. PG351173/2026).
- luglioNelle settimane dopo il deposito qualcosa si vede: più presenza sul lungomare, e cittadini e commercianti lo notano.
- 20 luglioSi riunisce la commissione di ammissibilità.
- 31 luglioIl verbale va a protocollo (n. 393724): la petizione riguarda «almeno in parte» attività già previste, e viene trasmessa all'Assessorato alla Sicurezza Urbana e Polizia Locale e agli uffici per le valutazioni di competenza.
- 3 agostoLa Segreteria Generale ci trasmette il verbale (prot. n. 398493).
- 5 agostoLa nostra risposta, inviata via PEC all'Assessorato: la situazione resta lontana dall'accettabile e chiediamo gli interlocutori e un incontro. Qui sotto, parola per parola.
- 10 agostoAntonio legge il verbale riga per riga in un video, perché chi ha firmato sappia cosa c'è scritto davvero: guardalo qui sotto.
- …In attesa: la risposta dell'Assessorato. Appena arriva, la pubblichiamo in questa pagina.
Il verbale, letto riga per riga
Se hai due minuti e non venti righe: il verbale del Comune raccontato a voce, senza commenti di parte e senza tagli.
Ho letto il verbale riga per riga
10 agosto 2026 · si apre su Instagram
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La nostra lettera all'Assessorato — 5 agosto 2026
Inviata via PEC al protocollo generale del Comune di Genova.
Oggetto: petizione per la sicurezza, il decoro e la vivibilità di Pegli – richiesta di
informazioni sul seguito
Riferimento: Vs. prot. 398493 del 3 agosto 2026 – verbale prot. 393724 del 31 luglio 2026
Gentile Assessora,
il 10 luglio ho depositato, insieme ad altri cittadini, una petizione popolare sulla sicurezza, il decoro e la vivibilità di Pegli. Il 3 agosto la Segreteria Generale mi ha trasmesso il verbale della commissione sull'ammissibilità, che porta il protocollo 393724 del 31 luglio, e che trasmette la petizione al Suo Assessorato per le valutazioni di competenza.
Do atto che qualcosa si è mosso. Sul lungomare la presenza delle forze dell'ordine è aumentata, e i cittadini e i commercianti che hanno sostenuto la petizione lo hanno notato. È un primo segnale, e come tale lo riconosciamo.
Un primo segnale, però, non è una risposta. Devo dirLe con altrettanta chiarezza che la situazione resta molto lontana dall'essere accettabile, sotto il profilo della sicurezza come sotto quello della pulizia e dell'illuminazione. Le ore serali, che della petizione erano la richiesta principale, restano scoperte; interi tratti restano al buio; gli spazi affacciati sul mare versano in condizioni preoccupanti tra degrado, abusivismo e aree che i cittadini ci segnalano ormai stabilmente come teatro di spaccio, risse e prostituzione; e a oggi non è dato sapere se Pegli rientri nei programmi di videosorveglianza. Il verbale osserva che la petizione riguarda «almeno in parte» attività già previste: quell'«in parte» è precisamente il punto. Ciò che era previsto si è visto, e non basta. Ciò che manca è ciò che i cittadini continuano a chiedere.
La nostra non è una doglianza generica. Abbiamo condotto una ricognizione puntuale del territorio: vie, piazze e tratti indicati uno per uno, ciascuno con la natura del problema – dal lungomare a piazza Rapisardi, dai giardini di via Sabotino ai tratti da illuminare. È un lavoro che mettiamo a disposizione dell'Amministrazione, nel formato che riterrà più utile.
Restano inoltre da affrontare le altre tematiche poste dalla petizione e a oggi rimaste senza seguito: la tutela degli anziani e delle fasce fragili, e il sostegno ai commercianti del territorio. A quest'ultimo si lega direttamente la sorte del Navebus: la sospensione del collegamento ha privato Pegli, nel pieno della stagione, di un servizio che per quasi vent'anni l'ha unita al centro città. L'Amministrazione ha annunciato che, messa in sicurezza l'azienda, i servizi interrotti saranno oggetto di verifica: chiediamo di sapere se il ripristino del Navebus rientri in quella verifica, e con quali tempi.
Chiediamo dunque di conoscere gli interlocutori: chi ha la responsabilità delle zone da presidiare, di quelle da illuminare e della pulizia degli spazi pubblici; a chi compete la videosorveglianza e se Pegli è compresa nei programmi in corso; e con chi vada impostato il lavoro sulla tutela delle fasce fragili e sul sostegno al commercio. Indicati gli uffici, il dettaglio lo portiamo noi.
Le firme raccolte non sono un archivio da protocollare: sono un mandato che i cittadini ci hanno affidato e di cui dovremo rendere loro conto. Chiedo pertanto un incontro, nella sede e nei tempi che riterrà opportuni.
Con i migliori saluti,
Antonio Cicala
Genova, 5 agosto 2026
Questa petizione è stata l'inizio, e ha funzionato: 2.661 firme in una settimana, consegnate e protocollate agli uffici del Comune. Il passo successivo è un atto che il Consiglio comunale deve esaminare in una sessione dedicata: una proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Stesse richieste, migliorate, e per tutta Genova.
Se queste righe arrivano a Palazzo Tursi: qui non c'è una controparte. Ci sono 2.661 persone che in una settimana hanno firmato per la propria città, che non portano bandiere di partito e sarebbero le prime a dare una mano. Il 5 agosto abbiamo scritto all'Assessorato alla Sicurezza chiedendo una cosa sola: i nomi con cui lavorare, e un incontro. Da quel giorno il contatore conta questa attesa; basta una risposta, anche breve, per fermarlo. Ci trova a info@curiamogenova.it.